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05/09/2018 - Notizie

Giulia Ghiretti. L'atleta paralimpica ai giovani: Siate curiosi!

Giulia Ghiretti. L'atleta paralimpica ai giovani: Siate curiosi!
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La giovane atleta paralimpica, Oro ai Mondiali del Messico 2017, racconta a Scuola di Robotica dei suoi progetti sportivi e degli studi di ingegneria biomedica.

Non mi sembra di fare cose straordinarie, vivo la mia vita!

di Giulia GHIRETTI


Sono nata nel 1994 e lo sport è sempre stato il mio compagno di vita: prima il trampolino elastico poi il nuoto. A gennaio 2010 ho avuto un incidente durante un allenamento di trampolino elastico che mi ha causato una lesione alla colonna vertebrale. Questo ha cambiato la mia vita, togliendomi l’uso delle gambe, ma non il mio modo di essere e di vivere lo sport. Mi sono tuffata in piscina e nell’acqua ho ritrovato la voglia di combattere, di competere e di vincere.
La voglia di sport e di competizione non mi ha mai abbandonata. È entrata a far parte della mia quotidianità fin da quando ero piccola. L’impegno non mi ha mai spaventata perché le soddisfazioni più importanti sono il frutto di fatica e di concentrazione sempre costanti. Mi piace ricordarlo quando incontro i più giovani: sono di Parma, e nella mia città esiste un progetto di welfare community che si chiama Giocampus (www.giocampus.it) e si rivolge ai bambini della scuola primaria per insegnare loro l’importanza di una sana alimentazione e dello sport che, per me, è stato una rinascita: mi ha permesso di scoprire un nuovo modo di essere e di vivere. Lo sport è affrontare nel miglior modo possibile ciò che la vita ogni giorno propone.
Spesso mi viene chiesto di raccontarmi, è una grande responsabilità e impegno anche perché a me non sembra di fare cose straordinarie, vivo la mia vita!


Attualmente detengo quattro record italiani in vasca lunga, due in vasca corta e un totale di 33 titoli italiani. A livello internazionale ho conquistato 13 medaglie, tra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei. La massima soddisfazione è stata partecipare alle Paralimpiadi: a Rio de Janeiro, nel 2016, ho portato a casa un argento (100 rana) e un bronzo (50 farfalla). Agli ultimi Mondiali di Città del Messico, nel 2017, la soddisfazione di diventare campionessa mondiale, con l’oro nei 100 rana, che si è andato ad aggiungere a un argento (staffetta 4x50 stile 20 punti) e un bronzo (50 farfalla). Questa edizione dei Mondiali è stata speciale per me: ho avuto infatti l’onore di essere portabandiera nella cerimonia d’apertura della Nazionale italiana, che ha chiuso con il record di medaglie della sua storia iridata. Anche a Dublino, lo scorso agosto, agli Europei, è andata molto bene: oro nei 50 farfalla, argento nei 100 rana e bronzo nei 200 misti.

 


Nel settembre 2013, una volta terminato il liceo, ho scelto di continuare a studiare per diventare ingegnere biomedico. Scelta non facile perché nella mia città non c’è questa facoltà così per seguire le lezioni mi sono trasferita a Milano dove frequento il Politecnico e torno a casa il fine settimana e tutte le volte che posso. Nonostante i nuovi impegni e la nuova vita, continuo ad allenarmi tutti i giorni e a studiare.


Fin da piccola ho preferito attività e studi legati alla scienza e tecnologia, e come materie ho preferito fisica, matematica e materie tecniche. Mi piaceva anche medicina, così quando si è trattato di scegliere il percorso universitario ho trovato ingegnerie biomedica. Mi mancano gli ultimi esami per la laurea, e non è facile unire le attività dello sport e lo studio. Mi alleno tutti i giorni tra le quattro e le cinque ore, e in occasione dei campionati molto di più. Lo sport così intenso è collegato a una certa età e prestazioni, e prima o poi finirà. Vorrei proseguire la specialistica e ce la farò anche perché amo l’informatica e la biomeccanica.
E per la specialistica mi piacerebbe indirizzarmi alla biorotica.


Le protesi robotiche sono il futuro per alleviare diverse disabilità, tra l’altro la mia fisioterapista è appassionata di tecnologie robotiche applicate e io stessa uso macchine robotizzate che mi assistono nella camminata. È una specie di esoscheletro. Queste macchine andrebbero migliorate, e c’è senza dubbio molto lavoro da fare: io non riuscirei a usarle per un giorno per camminare. Chi sa, potrei essere io una delle ingegnere che cercheranno di migliorarle.
Che dire alle giovanissime? Bisogna essere curiosi e guardarsi sempre intorno, non smettere di cercare di capire il mondo dove stia andando. La curiosità, per me, è la chiave di ogni impegno. E questo spinge a non fermarsi al primo ostacolo, andare avanti: il punto non è tanto riuscire o non riuscire, ma fare di tutto per riuscire.
I miei genitori mi hanno sempre incoraggiata, e così è stato anche per i miei fratelli, e soprattutto dopo l’incidente abbiamo trovato assieme il modo di continuare con lo sport, e in questo mi hanno aiutata. Ovviamente, anche io ho i miei momenti no, ma poi trovo qualche altro stimolo e mi riprendo.
Nei prossimi due anni ci sono due appuntamenti fondamentali: i Mondiali, in Malesia, l’anno prossimo, e le Paralimpiadi a Tokyo, nel 2020. La preparazione inizia già adesso, su vari fronti: 100 rana, 50 farfalla, 200 misti soprattutto, perché non mi piace fermarmi a una specialità soltanto, preferisco mettermi alla prova su più fronti.
http://www.giuliaghiretti.it/

In allegato l'articolo in pdf

 

Giulia Ghiretti. L'atleta paralimpica ai giovani: Siate curiosi! (0.74 MB)

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Divulgazione, Donne&Tecnologia, Scienza&Società